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RIVALBA

SANT’AMANZIO, SOLDATO DELLA LEGIONE TEBEA, VENNE UCCISO PERCHE’ SI RIFIUTO’ DI PERSEGUITARE I CRISTIANI

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Il patrono di Rivalba è Sant’Amanzio, poco conosciuto, soprattutto nella nostra regione. A molti verrà, pertanto da domandarsi: perché lo si venera a Rivalba? E, soprattutto, chi fu questo martire riconosciuto dalla chiesa cattolica? La risposta ci viene dagli storici della chiesa che ci ricordano come il patrono di Rivalba sia stato un soldato della legione Tebea di Massimiano Erculeo. Questi soldati, come dice il nome, erano stati nell’Egitto settentrionale ed erano di religione cristiana. Con i suoi compagni, a partire da San Maurizio, il patrono rivalbese venne ucciso perché si rifiutò di andare in Gallia a perseguitare cristiani. Dalle ricerche storiche fatte fino ad oggi, risulta che, prima della grande persecuzione di Diocleziano, probabilmente attorno al 286, Massimiano Erculeo intraprese una spedizione in Gallia contro i Bagaudi. Alcuni soldati della legione, probabilmente una coorte capitata da Maurizio, si rifiutarono di celebrare in onore degli dei. L’imperatore li invitò ripetutamente a tornare sui loro passi. Ma i soldati, incoraggiati da Maurizio e dagli altri ufficiali, furono irremovibili dalla loro decisione sino alla fine e furono martirizzati presso Agaunum, nel Vallese. In questa regione, dove il loro culto è molto antico, nel 1893 è stata trovata una basilica risalente a quell'epoca. A Sant’Amanzio, Rivalba ha dedicato una cappella in perpetua memoria, mentre nella chiesa parrocchiale si conservano delle reliquie del santo. La cappella è stata interamente rifatta nel 1917 in occasione dello spostamento della sede originaria che era più in basso. La radicale trasformazione rende difficoltosa la datazione degli affreschi in essa contenuti, probabilmente del XV secolo, che rappresentano l’Annunciazione, una teoria di Santi, individuabili per le scritte che fiancheggiano alcune teste
(nella foto, accanto), e la Vergine col Bambino in trono. La parrocchiale di San Pietro in Vincoli sorge invece su un terrapieno, al limite del recinto delle mura: risale al XII o XIII secolo e presenta tuttora notevoli caratteri di architettura medievale, nonostante improvvidi restauri fatti nell’Ottocento. La chiesa è dotata di una torre campanaria coeva, mentre all’interno dell’edificio si intravede un affresco raffigurante la «Liberazione miracolosa di San Pietro dal carcere di Gerusalemme»

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Autore:ape

Pubblicato il: 30 Luglio 2014

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